La lanterna del filosofo |
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Guido Ceronetti
DAL TESTO – "L'economia rateale riesce a collocare il demente al suo posto di lotta prima che abbia messo da parte il denaro per conquistarselo. Pagando una sola rata, qualunque tristissimo prodotto uterino entra legalmente in possesso di un involucro omicida che può lanciare dove vuole, contro chi capita; adoperare come feritoia o catapulta, spavento di deboli, deposito di droga o di fucili, letto da stupro. Ogni macchina senza occupanti può significare una trappola di superiore efficacia: riempita di esplosivo col congegno a tempo, all'angolo di una strada, davanti a un caffè, a un teatro, a un grande emporio, aspetta l'ora migliore, in cui la folla è più fitta, per far vedere di che cosa è capace l'idealismo umano. Le proporzioni di bene e di male si mantengono costanti nel tempo: per un samaritano in automobile che ti porta allo stabulum dopo averti lavato le ferite, per un cauto amico degli esseri viventi che ha orrore di urtare un gatto, di azzoppare un cane, di schiacciare un rospo, ci sono almeno nove briganti che delizia il terrorismo sistematico degli indifesi, che lasciano tranquillamente il ferito, che partono in macchina come per un'allegra caccia all'uomo. Perciò l'automobile-per-tutti, culmine penosamente statico della farsa economica (e adesso che l'avete raggiunto? dovranno tutti averne due, poi tre, e poi?), è anche l'occasione del crimine data a tutti, in combinazioni illimitate. C'è la certezza, quando si possiede un'automobile, di nuocere sempre a qualcuno o a qualcosa: è questo che alletta il consumatore non ascetico, il solo che interessa alla produzione e per il quale si spremono gli ingegneri. Anche dei sottili, mai assenti, piaceri della distruzione di sé è complice, con le sue oscure tentazioni, l'automa a buon mercato: lo si compra per la gioia di prendersi la sifilide lungo la Flaminia, di peggiorare lo stato delle proprie emorroidi, di assicurarsi una bella ipertrofia prostatica, di scendere all'Orco, tra lo stupore e i mormorii delle animule nude di Gustave Doré, in un orgoglioso costume di lamiere schiacciate e bruciate." L'AUTORE – Di Guido Ceronetti, nato a Torino nel 1927, Adelphi ha pubblicato, a partire dalla "Carta è stanca" (1976), un nutrito gruppo di opere, oltre a numerose traduzioni bibliche. Gli ultimi titoli apparsi sono "In un amore felice" (2011), "Poemi del Gineceo" (2012) e il carteggio con Sergio Quinzio, "Un tentativo di colmare l'abisso" (2014). INDICE DELL'OPERA – Ricordaci, filosofia - Ultimo mio Spinoza - Nota a «Ultimo mio Spinoza» - Da Lev Šestov, Sulla bilancia di Giobbe - Spinoza e l'amore - Un cane di Goya - Su un pensiero di Hugo - Antipoesia dell'ego - L'Automobile e la Carne - Ecofilosofici sussurri - Piovene e Le Furie - Salmo 8 e Genesi 9 – Scavi - Uomo coppia tango - Giovenale e le donne - Lutero e il lupo - Mayerling svelato - Satira e vita - Né Buddha né Satana: Schopenhauer - Nota a «Né Buddha né Satana» - Pestis venerea - Gnosi della tigre: Blake e la Rivoluzione - William Blake, La tigre - Nota |