Doppia vita |
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Gottfried Benn
DAL TESTO – "Lo splendore del Reich, la sua ricchezza interiore ed esteriore si dovevano essenzialmente alla componente ebraica della popolazione. La traboccante dovizia di sollecitazioni, di intraprese artistiche, scientifiche e commerciali che fra il 1918 e il 1933 situarono Berlino accanto a Parigi proveniva in gran parte dai talenti di questa componente della popolazione, dalle sue relazioni internazionali, dalla sua sensitiva inquietudine e, soprattutto, dal suo istinto infallibile per la qualità. Pensare o pretendere di estinguere o addirittura annientare tutto ciò con provvedimenti politici, o addirittura con misure violente, nel 1933 pareva, e non soltanto a me, senz'altro da escludersi. Avrebbe significato annientare l'Europa, fermare la storia, annichilire la civiltà - e nel 1933 si era convinti che nessuna potenza al mondo ne sarebbe stata capace. L'età liberale, scrissi, «non era in grado di vedere la potenza», non la guardava negli occhi, ne distoglieva lo sguardo, e in questa constatazione includo anche me stesso. Finché poi vide la potenza, e io pure la vidi." L'AUTORE – Gottfried Benn nacque a Mansfeld, in Germania, nel 1886, e studiò medicina. La sua prima raccolta di poesie (Morgue, 1912) viene ricondotta al movimento espressionista, per i toni aggressivi e polemici nei confronti della civiltà contemporanea. Partecipò come medico alla Prima guerra mondiale, un'esperienza che ispirò alcune delle sue poesie successive. Quando, nel 1933, Hitler prese il potere, Benn aderì inizialmente al Nazionalsocialismo, poi se ne distaccò progressivamente, tanto che i suoi libri vennero messi al bando. Lo scrittore cercò allora di distaccarsi dalla vita civile entrando di nuovo nell'esercito, rimanendo in servizio fino alla fine della seconda guerra mondiale. Dopo la guerra per alcuni anni gli fu impedito di pubblicare, a causa della sua adesione al nazismo. Nel 1948 comparve però la raccolta Poesie statiche, a cui seguirono Frammenti (1951), Distillazioni (1951) e Aprèslude (1955). Morì a Berlino nel 1956. Tra i temi trattati nella sua opera, prevale quello della scissione dell'individuo tra gli impulsi primitivi dell'inconscio e la razionalità che tenta di comprenderli e contenerli in una forma ordinata. INDICE DELL'OPERA - Fase Il, di Roberto Calasso - Doppia vita. Due autoritratti - Curriculum di un intellettualista (I. Il patrimonio ereditario - II. Le sue manifestazioni - a) Rönne - b) Pameelen - c) L'Io lirico - III. I problemi - a) L'arte - b) Intellettualismo - IV. La nuova gioventù - V. La dottrina) - Doppia vita (I. Ombre del passato - II. Lira e spada - III. Intermezzo lirico - IV. Blocco II, stanza 66 (1944) - V. Questioni letterarie - a) Prosa assoluta - b) Doppia vita - c) Stile e degenerazione - d) Knut Hamsun: Per i sentieri dove cresce l'erba - VI. 1886 - VII. Futuro e presente - VIII. Ancora qualche nota personale – Conclusione) - Nota al testo, di Amelia Valtolina |