Israele. Geopolitica di una piccola, grande potenza |
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Giacomo Gabellini
DAL TESTO – "La nascita di Israele rappresenta una sorta di effetto collaterale delle strategie geopolitiche concepite dagli occidentali. Il sionismo è potuto germogliare soltanto inserendosi nella logica di espansione coloniale dei Paesi europei, prima di acquisire autonomia e imporsi come forza politica autonoma. Grazie alla non comune abilità organizzativa e strategica dei suoi leader, il movimento sionista è riuscito di volta in volta a giocare di sponda per ingraziarsi l'appoggio di tutte le grandi potenze, dando vita a uno Stato che dal 1948 in poi è andato progressivamente rinforzandosi, pur perseguendo obiettivi completamente divergenti da quelli dei suoi vicini ostili e numericamente soverchianti. E lo ha fatto con una spregiudicatezza che non trova precedenti nella storia recente. Quando taglia l'acqua ai palestinesi di Cisgiordania durante il Ramadan, o sradica interi uliveti per modellare la skyline della "Terra Promessa", o intensifica la colonizzazione dei territori occupati, in barba a tutti i divieti e appelli internazionali, Israele sfoggia la fiducia nei propri mezzi tipica delle grandi potenze." L'AUTORE – Giacomo Gabellini è scrittore e ricercatore di questioni storiche, economiche e geopolitiche. Collabora con la testata giornalistica telematica «L'Indro» e con il sito di informazione internazionale «Global Research». Con Arianna Editrice ha già pubblicato "Ucraina. Una guerra per procura". Vive a Terre Roveresche (PU). INDICE DELL'OPERA – Introduzione, di Franco Cardini - Capitolo 1. Genesi e realizzazione del progeno sionista - Capitolo 2. La potenza militare israeliana - Capitolo 3. Realpolitik? - Capitolo 4. La presa dell'Israel Lobby sugli Stati Uniti - Capitolo 5. L'alleanza sciita nel mirino di Israele - Capitolo 6. La ragnatela israeliana - Capitolo 7. Energia e geopolitica - Capitolo 8. Conclusioni - Mappe e grafici - Bibliografia |