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Quaderni di storia n.96 luglio-dicembre 2022
Edizioni Dedalo, pagg.304, € 22,00
Nel numero 96 della rivista semestrale "Quaderni di storia" si affrontano diversi argomenti, tutti di grande interesse e rilevanza storica.
L'Editoriale del direttore Luciano Canfora ha per titolo "Elogio della complessità" e contiene un invito a riflettere sulla necessità di affrontare la complessità storica nella sua interezza, senza semplificazioni e riduzionismi.
Seguono poi quattro saggi, il primo dei quali, "Tra filologia e storia: Emilio Sereni lettore dei Classici" di Margherita Losacco, analizza il pensiero del celebre storico dell'agricoltura ebreo-italiano che, a partire dalla sua formazione filologica, sviluppa una visione storica incentrata sull'agricoltura come elemento centrale della vita sociale.
Il terzo saggio, "Q. Lutazio Catulo: una biografia politica della Repubblica post-sillana" di Alberto Cafaro, offre una ricostruzione dettagliata dell'attività e della figura di uno dei più importanti politici dell'antichità romana, Quinto Lutazio Catulo (123-61 a. C.). Egli fu un politico romano che si unì a Lucio Cornelio Silla. Durante il suo consolato nel 78 a. C., promulgò una legge contro la violenza. Ebbe un ruolo importante nella ricostruzione del Campidoglio e nella costruzione del tempio di Giove Capitolino. Si oppose alle riforme di Gaio Giulio Cesare. Dopo essere stato censore, si dimise a causa del divario di vedute con Marco Licinio Crasso riguardo all'allargamento della cittadinanza romana ai Transpadani. Si oppose anche alla congiura ordita da Lucio Sergio Catilina contro la Repubblica e, in seguito, cercò invano di incolpare Cesare per questo. Morì nel 61 a.C.. Nel corso della sua vita, fu un importante rappresentante della vecchia classe senatoria romana.
La Rheinromantik è una visione idealizzata e romantica dei paesaggi e della cultura della regione del Reno, che si sviluppò intorno alla fine del XVIII secolo e raggiunse il suo apice intorno alla fine del XIX. Questa forma di romanticismo, tipica della regione del Reno, si esprimeva attraverso tutte le arti, dalla letteratura alla musica, dalla pittura all'architettura. La Rheinromantik esaltava sia la bellezza della natura selvaggia dell'angusta valle del fiume sia il patrimonio culturale e storico della regione, con le sue leggende e le sue numerose città medievali e castelli. Questo movimento faceva da opposizione alla modernità razionalista e industrializzata e contribuì alla nascita dell'identità culturale e nazionale della regione del Reno e della Germania. Nel saggio intitolato "La Rheinromantik, Hegel e il giovane Marx", Lorella Bosco analizza il rapporto tra Hegel e il giovane Marx in relazione alla Rheinromantik.
Nel contributo dal titolo "Le mirage Athénien. La démocratie grecque selon Castoriadis", Diego Lanza offre un'analisi critica del pensiero del filosofo e politico naturalizzato francese, Cornelius Castoriadis, che sosteneva la possibilità di una democrazia radicale e diretta nella società moderna.
La sezione miscellanea contiene quattro contributi: il primo, "Leopardi, Cassio Dione e l'epigrafe giovannea della Ginestra" di Lorenzo Miletti, analizza le fonti classiche che hanno ispirato la poesia di Leopardi; il secondo, "Da Costantino ad Alcibiade Simonidis. Morte e riapparizione di un falsario" di Pasquale Massimo Pinto, tratta la vicenda di Alcibiade Simonidis, il falsario di antichi manoscritti vissuto nel XIX secolo. La sua morte fu annunciata per la prima volta nel 1867 e questa divenne la data accettata: l'origine di questa informazione e la sua limitata circolazione sono discusse nel saggio. La notizia della sua morte circolò di nuovo nel 1890, quando fu riportata ampiamente sulla stampa insieme a dettagli precedentemente sconosciuti, compresa la menzione del nome di Simonidis come "Alcibiade". La fonte ultima della diffusione della notizia fu un curioso e lungo articolo, pubblicato in un giornale viennese, il «Neues Wiener Tagblatt», il 25 settembre 1890. Questo articolo, di cui oggi si è completamente dimenticati, è qui ripubblicato con una traduzione italiana. Anche Federico Zuliani si occupa del falsario nell'articolo intitolato "Schede per la biografia di Costantino Simonidis", offrendo una serie di annotazioni biografiche sul medesimo.
L'intervento di Francesco Boccasile, "Per il testo e l'esegesi di [Lys.] VI 13", ha lo scopo di evidenziare alcuni riferimenti politici e storici utili per modificare il testo di [Lys.] VI 13. La sentenza sul richiamo degli esiliati secondo le condizioni di pace imposte da Sparta sembra essere una critica alle negoziazioni di Theramenes nel 404. In secondo luogo, poiché il riferimento ai pieni poteri dei giudici, tutti iniziati ai Misteri nel 399 come nel 415, ricorda la prima volta in cui assolsero Andocide, una correzione adeguata potrebbe essere: εἰ δ' ὑμεῖς αὐτοκράτορες κτλ. Così nel processo contro Andocide si gioca un conflitto sull'interpretazione dell'amnistia: da una parte c'è l'Anytos therameniano che difende la causa di Andocide, dall'altra c'è il radicale democratico Aggiro, synegoros dell'accusa e probabilmente l'ispiratore.
La sezione degli inediti contiene un contributo di Sergio Brillante e Stefano Martinelli Tempesta, che esaminano il contributo editoriale di Giorgio Pasquali alla serie "Scriptores Graeci et Latini". La prima parte del lavoro presenta tre lettere di Pasquali che illustrano come egli abbia definito le linee guida editoriali del progetto. La seconda parte offre una nuova edizione delle "Norme per i collaboratori" basata sui corretti di Pasquali. Infine, un frammento conservato nell'Archivio Pasquali alla Accademia della Crusca fornisce una migliore comprensione delle tecniche editoriali utilizzate da Pasquali.
Infine, la sezione delle recensioni è dedicata all'opera di Ernst Stein, "La storia del tardo impero romano", che viene analizzata dallo stesso Luciano Canfora. |