Giuseppe Mazzini: Scritti politici |
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Giuseppe Mazzini Scritti politici Utet Libreria, pagg.1149, Euro 16,90
DAL TESTO – “Noi guardammo alla Italia - alla Italia, scopo, anima, conforto de' nostri pensieri, terra prediletta da Dio, conculcata dagli uomini, due volte regina del mondo, due volte caduta per la infamia dello straniero, e per colpa de' suoi cittadini, pur bella ancora di tanto nella sua polvere, che il dominio della fortuna non basta ad agguagliarle l'altre nazioni, e il genio si volge a richiedere a quella polvere la parola di vita eterna, e la scintilla che crea l'avvenire. Guardammo con quanta freddezza d'osservazione può dare un desiderio concentrato, un bisogno di affermarne l'intima costituzione - e il cuore ci batteva forte nel petto, perché abbiamo passioni giovani, e l'orgoglio del nome italiano ci solleva l'anima dentro: - ma noi imponemmo silenzio al cuore, e la vedemmo com'era - vasta, forte, intelligente, feconda d'elementi di risorgimento, bella di memorie tali da crearne un secondo universo, popolata d'anime grandi nel sacrifizio, e nella vittoria - ma guasta, divisa, diffidente, ineducata, incerta fra la minaccia delle tirannidi, e le lusinghe perfide dei molti, che adulandola dell'antica grandezza, l'addormentano sicch'ella non ne tenti una nuova - e tutta la forza de' suoi elementi controbbilanciata, annientata dalla mancanza d'unione e di fede – due virtù, che né dieci secoli di sventura derivata dalle animosità provinciali, né potenza d'intelletto o fervore di fantasia hanno potuto ancora far predominanti tra noi - e a fondarle, volersi più che ogni altra cosa, l'autorità d'un principio alto, rigeneratore, universale, applicabile a tutti i rami della civiltà italiana, che li riformi tutti purificandoli e dirigendoli ad un intento - d'un principio uno e potente a cui si concentrino tutti i raggi,tutti gli elementi di vita; nella cui fede l'anime si rinverginino, e la coscienza mormori una destinazione alle masse – perché in oggi manchiamo non di mezzi, ma d'accordo e di vincolo fra questi: non di materia, ma di moto che la sospinga: non di potenza, ma di convinzione che noi siamo potenti. Noi vedemmo la Italia, soffermata ai confini del mondo sociale dall'individualismo, rimanersi tuttavia sottoposta all'influenza del medio-evo.” INDICE DELL’OPERA - Prefazione alla seconda edizione - Prefazione alla prima edizione – Introduzione - Nota biografica - Nota bibliografica - Nota storica - Scritti politici - I. A Carlo Alberto di Savoja - II. Istruzione generale per gli affratellati nella «Giovine Italia» - III. Manifesto della «Giovine Italia» - IV. Della «Giovine Italia» - V. Romagna - VI. Agli italiani - VII. D'alcune cause che impedirono finora lo sviluppo della libertà in Italia - VIII. Dilucidazioni morali allo Statuto della «Giovine Italia» - IX. I collaboratori della «Giovine Italia» ai loro concittadini - X. Italia e Polonia - XI. Intorno all'enciclica di Gregorio XVI, papa. Pensieri ai preti italiani - XII. Proclama ai soldati - XIII. Proclama ai Savojardi - XIV. Alla gioventù italiana - XV. Atto di fratellanza della Giovine Europa - XVI. Dell'iniziativa rivoluzionaria in Europa - XVII. Necessità d'una Costituente - XVIII. I patrioti e il clero - XIX. Fede e avvenire - XX. Della pubblicità negli affari esteri - XXI. Interessi e principii - XXII. Sulla missione della stampa periodica - XXIII. Associazione degl'intelletti - XXIV. «Giovine Italia» - XXV. Agli Italiani, e specialmente agli operai italiani - XXVI. Circolari dell'unione degli operai italiani. I - XXVII. Circolari dell'unione degli operai italiani. II - XXVIII. Scuola elementare italiana gratuita - XXIX. Necessità dell'ordinamento speciale degli operai italiani. Risposta ad una obbiezione - XXX. Simbolo politico della Giovine Italia - XXXI. A Pio IX, Pontefice Massimo - XXXII. Programma dell'Associazione nazionale italiana - XXXIII. Al Governo provvisorio centrale della Lombardia - XXXIV. Agli italiani - XXXV. Ai giovani. Ricordi - XXXVI. Per la proclamazione della Repubblica romana - XXXVII. Ai signori Tocqueville e Falloux, ministri di Francia - XXXVIII. La Santa Alleanza dei popoli - XXXIX. Organizzazione della democrazia - XL. Manifesto del Comitato centrale democratico europeo - XLI. Manifesto del Comitato nazionale italiano - XLII. A Luigi Napoleone, Presidente della Repubblica francese - XLIII. Agli italiani. Marzo 1853 – XLIV. Al Conte di Cavour – XLV. La pace di Villafranca - XLVI. A Vittorio Emmanuele - XLVII. La cessione di Nizza e Savoia - XLVIII. Né apostati né ribelli - XLIX. Dei doveri dell'uomo - L. Dell'unità italiana - LI. A Francesco Crispi - LII. Intorno alla questione dei negri in America - LIII. La pace – LIV. Alleanza Repubblicana – LV. L'iniziativa - LVI. L'agonia d'una istituzione - LVII. Agli italiani (Programma della «Roma del Popolo») - LVIII. Le classi artigiane - LIX. Il Comune e l'Assemblea - LX. La questione sociale - Indice dei nomi
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