Le due fonti della morale e della religione |
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Henri Bergson Le due fonti della morale e della religione SE, pagg.258, € 25,00
DAL TESTO – «In realtà, se fossimo sicuri, assolutamente sicuri di sopravvivere, non potremmo più pensare ad altro. I piaceri sussisterebbero, ma offuscati e sbiaditi, perché la loro intensità sarebbe solo l'attenzione da noi fissata su di essi. Impallidirebbero, come la luce delle nostre lampade al sole del mattino. Il piacere sarebbe eclissato dalla gioia. Gioia sarebbe in realtà la semplicità di vita sparsa nel mondo da un'intuizione mistica diffusa; gioia anche quella che seguisse automaticamente a una visione dell'aldilà in una esperienza scientifica ampliata. In mancanza di una riforma morale così completa bisognerà ricorrere a espedienti, sottomettersi a una "regolamentazione" sempre più invadente, aggirare a uno a uno gli ostacoli drizzati dalla nostra natura contro la civiltà. Ma, sia che si opti per i grandi o per i piccoli mezzi, una decisione si impone. L'umanità geme, semischiacciata dal peso del progresso compiuto. Non sa con sufficiente chiarezza che il suo avvenire dipende da lei. Spetta a lei vedere prima di tutto se vuole continuare a vivere; spetta a lei domandarsi in seguito se vuole soltanto vivere, o fornire anche lo sforzo affinché si compia, persino sul nostro pianeta refrattario, la funzione essenziale dell'universo, che è una macchina per produrre dèi». L’AUTORE – Henri Bergson (Parigi, 1859-1941) insegnò dal 1899 al Collège de France. Nel 1914 fu nominato accademico di Francia e nel 1928 gli fu conferito il premio Nobel. Autore di numerose opere, quasi tutte tradotte in italiano. INDICE DELL’OPERA – 1. L'obbligazione morale (Natura e società - L'individuo nella società - La società nell'individuo - Ubbidienza spontanea - Resistenza alla resistenza - L'obbligazione e la vita - La società chiusa - L'eroe chiama - Forza propulsiva dell'emozione - Emozione e creazione - Emozione e rappresentazione - Liberazione dell'anima - Marcia in avanti - Morale chiusa e morale aperta - Il rispetto di sé - La giustizia - L'intellettualismo in morale - L'educazione morale - Addestramento e misticismo) – 2. La religione statica (Dell'assurdità nell'essere ragionevole - La funzione fabulatrice - La fabulazione e la vita - Significato dello «slancio vitale» - Compito sociale della fabulazione - Argomenti generali di fabulazione utile - Assicurazione contro la disorganizzazione - Contro la depressione - Contro l'imprevedibile - Il caso - «Mentalità primitiva» nell'uomo incivilito – Personificazione parziale dell'avvenimento - La magia in generale - Magia e scienza - Magia e religione - Differenza rispetto agli animali - Totemismo - Credenza negli dèi - La fantasia mitologica - Funzione fabulatrice e letteratura - L'esistenza degli dèi - Funzione generale della religione statica) – 3. La religione dinamica (Due significati della parola religione - Perché si adopera una sola parola - Il misticismo greco - Quello orientale - I profeti di Israele - Il misticismo cristiano - Misticismo e rinnovamento - Valore filosofico del misticismo - L'esistenza di Dio - Natura di Dio - Creazione e amore - Il problema del male - La sopravvivenza - Esperienza e probabilità in metafisica) – 4. Osservazioni finali: meccanicismo e misticismo (Società chiusa e società aperta - Persistenza del naturale - Caratteri della società naturale - Società naturale e democrazia - La società naturale e la guerra - L'età industriale – Evoluzione delle tendenze - Legge della dicotomia - Legge della duplice frenesia - Possibile ritorno alla vita semplice – Meccanicismo e misticismo) – Postfazione, di Gilles Deleuze
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