Il santo realismo |
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Matteo Matzuzzi
DAL TESTO – "Si è tanto e giustamente discusso di riforme della curia vaticana, di nuovi rapporti con le chiese locali, un possibile nuovo modo di intendere - per così dire - il pontificato. Ma è qui, nella "rivoluzione della misericordia", per abusare di una formula molto mediatica udita assai spesso in questi anni, che si trova il punto di svolta. Un principio che orienta tutto e che dà forza a uno dei punti qualificanti dell'agenda di Bergoglio, quello che vede appunto la realtà essere superiore all'idea. Ora si comprende meglio il significato di quello che non è uno slogan bensì un muro portante della linea adottata dal Papa: la realtà per come essa è va sempre anteposta all'idea e all'ideale, ai princìpi che si considerano fissi e immutabili. E che sono, non di rado, ammantati di un velo di malsana ipocrisia. Allora, la domanda che Francesco si fa, anche nel relazionarsi all'altro inteso come interlocutore "internazionale", è semplice da intendere: perché piantare paletti e ribadire che la propria posizione è circondata da muretti e in qualche caso pure dal filo spinato e che, insomma, c'è ben poco di cui discutere? Si cerchino invece i punti di contatto, anche a costo di dolorose concessioni. Poi, se il dialogo sarà propizio, un modo per risolvere la discordia si troverà. In una parola: pragmatismo. Quel pragmatismo che però cozza con la "diplomazia della verità" di ratzingeriana memoria e che poco ha anche a che vedere con la linea perseguita negli anni di Giovanni Paolo II, che pur avvalendosi di Casaroli come segretario di Stato per un decennio, ben presto archiviò la Ostpolitik e i suoi correlati. Il pragmatismo porta a tuffarsi al largo, spesso anche in acque profonde e ignote, senza sapere cosa potrà accadere, quali potranno essere gli sviluppi dell'azzardo. È un rischio, consapevole e in qualche caso calcolato. Ma che ha conseguenze rilevanti sia sul piano prettamente diplomatico sia su quello intraecclesiale e spesso le azioni lasciano ferite che stentano a cicatrizzare. Piaghe dolorose che sovente rendono complicato il rapporto tra la Chiesa e una parte del suo popolo, tra Roma e il clero coinvolto. Decisioni e linee d'azione non sempre comprese. Non è una novità, se è vero che ancora la storiografia è impegnata nel valutare il comportamento di Pio XII e i suoi "silenzi" nei tempi bui delle persecuzioni nazifasciste." L'AUTORE – Matteo Matzuzzi ha studiato politica internazionale e diplomazia. È caporedattore del "Foglio", dove scrive in particolare di Chiesa cattolica e religioni. "Il santo realismo" è il suo libro d'esordio. INDICE DELL'OPERA – Prefazione, di Dario Fabbri - Capitolo I. La svolta occidentale - Capitolo II. La diplomazia della verità - Capitolo III. La fine di una storia - Capitolo IV. Il trionfo della realpolitik - Note |