Storia e geopolitica della crisi ucraina |
![]() |
![]() |
Giorgio Cella
DAL TESTO – "Con Euromajdan le antiche contrapposizioni identitarie e geopolitiche nazionali si sono esacerbate e a un tempo moltiplicate sommandosi a quelle odierne globali tra Federazione Russa e Occidente, mettendo grande pressione su quella già fragile struttura statuale nata nel 1991, la quale, in mancanza di un potere centrale capace di una gestione armonica e condivisa delle diverse regioni e delle loro differenti sensibilità identitarie, tende periodicamente verso crisi statuali di più o meno grande gravità. Invero, a seguito dell'annessione della Crimea e della guerra esplosa nel Sud-est dell'Ucraina, l'autorità centrale e la coesione istituzionale ne sono uscite fortemente provate, minacciate dal rischio concreto di un potenziale effetto domino separatista, nonché di una balcanizzazione su scala nazionale. Il conflitto ha reiterato la volontà e la rinnovata ambizione della Russia di Vladimir Putin a intervenire, se necessario manu militari, per levigare quelle asimmetrie geopolitiche percepite come tali da Mosca nello spazio liquido postsovietico. Quella ucraina è una crisi ancora lungi dall'essere risolta, per cui sarebbe arrischiato trarre bilanci definitivi, ma da essa nessuno degli attori geopolitici in gioco sembra essere uscito come vincitore assoluto. Washington è riuscita, quantomeno nel medio termine, a bloccare l'inclusione di Kiev nel nuovo, e già in crisi, progetto politico-economico di Putin di Unione eurasiatica e a cooptare gran parte dell'Ucraina nell'orbita euroatlantica, costringendo così Mosca a ritornare a occuparsi del suo (ex?) estero vicino, e relegandola inoltre a una dimensione regionale, etichetta che Mosca si scrollerà definitivamente di dosso solo con l'intervento militare in Siria del 2015. Inoltre, come fa notare l'analista geopolitico americano George Friedman, Washington è riuscita nell'obbiettivo che sovrasta qualsivoglia altra considerazione di carattere politico e strategico, ossia l'aver quantomeno incrinato nel breve termine, se non compromesso, l'intesa russo-tedesca [...]." L'AUTORE – Giorgio Cella è dottore di ricerca in Istituzioni e Politiche all'Università Cattolica di Milano, dove svolge attività di docenza nell'ambito del corso Storia e politiche: Russia ed Europa orientale. Come analista geopolitico ha all'attivo decine di articoli, saggi e pubblicazioni scientifiche di politica internazionale, ed è stato osservatore elettorale per l'OSCE nelle elezioni in Ucraina del 2019. INDICE DELL'OPERA - Prefazione. Da Erodoto a Kissinger: l'eredità della storia e il peso della geopolitica di Massimo de Leonardis – Introduzione (1. Euromajdan e il ritorno della Storia - 2. Struttura e contenuti della ricerca - 3. Geografia e demografia dell'Ucraina: alcuni dati - 4. Alcune premesse storico-politologiche - 5. Alcune premesse terminologico-concettuali) - 1. La Rus' di Kiev: il primo Regno degli slavi orientali (Il dibattito storiografico: le diverse prospettive nazionali / I territori dell'odierna Ucraina e della Russia meridionale prima degli slavi / Il Regno di Khazaria: l'enigmatico impero di mezzo turcico-ebraico / Gli slavi, questi sconosciuti / La Rus' di Kiev prende forma: l'incontro tra slavi e variaghi / Dai variaghi ai greci. L'affermazione della dinastia rurikide su Kiev / La Rus' di Kiev diventa cristiana: il governo di Vladimir il Santo / Il regno di Jaroslav il Saggio: dallo zenit al declino della Rus' / 1240: l'annus horribilis della Rus'. Il raid mongolo e l'annientamento di Kiev) - 2. Sulle macerie della Rus': l'etnogenesi degli Stati slavi orientali (L'ascesa di Novgorod e di Mosca: Aleksandr Nevskij e la fase aurorale dell'Impero russo / Il Principato di Galizia-Volinia) - 3. I ruteni orfani della Rus': i secoli all'ombra di Varsavia (Dal XIV al XVIII secolo: i ruteni nella Confederazione polacco-lituana / Quando la geopolitica forgia gli imperi: l'Unione di Lublino / Quando la geopolitica forgia la religione: l'Unione di Brest / L'overstretch imperiale di Varsavia: i primi sintomi d'instabilità) - 4. I cosacchi della Zaporižžja nell'Europa centro-orientale del XVII secolo (I leggendari guerrieri delle steppe: i cosacchi / Il Great Game europeo del XVII secolo: il quadro geopolitico / I presupposti geopolitici della rivolta cosacca del 1648) - 5. L'insorgenza cosacca e la geopolitica degli etmanati (La rivolta cosacca del 1648. L'etmanato di Bohdan Chmel'nyc'kyj e l'avvicinamento a Mosca / L'Ucraina entra nell'orbita russa: gli accordi di Perejaslav del 1654 / Il post-Chmel'nyc'kyj. Gli equilibri incerti e il ritorno verso Varsavia / L'avventura di Mazepa e la fine dell'etmanato per mano di Caterina II) - 6. Eterodossie ebraiche del XVIII secolo tra Polonia, Lituania e Ucraina: frankismo e hasidismo (Jacob Frank e il frankismo: un rinnovamento ebraico esoterico / Il Ba'al Shem Tov e l'hasidismo: un rinnovamento ebraico essoterico) - 7. L'Ucraina nel secolo degli imperi: l'integrazione russa e la nascita del movimento nazionale (Ucraina ed Europa centro-orientale nel XIX secolo: il quadro generale / Il dominio russo nel XIX secolo e la reazione nazionalista) - 8. L'Ucraina nella prima metà del XX secolo (Premesse generali / In balia degli imperi: Kiev nella Grande guerra e la prima proclamazione d'indipendenza / Le teorie geopolitiche di Pilsudski per l'Europa centro-orientale: prometeismo e Intermarium / 1939: l'invasione tedesca dell'Europa dell'Est e la fine del pluralismo etnico in Ucraina) - 9. L'Ucraina sovietica: dallo stalinismo alla glasnost' (Premesse generali / I vantaggi territoriali dell'Ucraina nel secondo dopoguerra / Da Lenin a Stalin: russificazione ed espansione della Repubblica ucraina / Destalinizzazione e relative ripercussioni nel mondo comunista / Chrušcëv e la cessione della Crimea: rex in regno suo est imperator / L'era Brežnev e la nascita del dissenso / La strage di Cernobyl' e l'impatto sui rapporti russo-ucraini / Gorbacëv e il crepuscolo dell'era sovietica) - 10. La NATO, l'Ucraina e l'Europa centro-orientale dopo la Guerra fredda (Premesse storiche e geopolitiche / Una duplice strategia: allargamento a est e dialogo con Mosca / Gli anni della svolta: 1994-97 / Dal Kosovo a Pratica di Mare / La non-espansione della NATO a est. A broken promise? / Verba volant, scripta manent: il Summit di Malta del 1989 / Verba volant, scripta manent: i negoziati a Mosca del 1990) - 11. Il Mar Nero conteso nell'era postbipolare (La ripresa dei rapporti russo-ucraini all'indomani dell'indipendenza / La Crimea e la base navale di Sebastopoli: il lungo braccio di ferro) - 12. La controversa eredità del Memorandum di Budapest (I nuovi equilibri tra Ucraina, Russia e Occidente: questioni diplomatiche e strategiche / Considerazioni su un'Ucraina denuclearizzata: le premonizioni di Mearsheimer / Il Memorandum nel contesto del disarmo nucleare globale / Le violazioni degli accordi di Budapest / Gli accordi di Budapest: aspetti giuridici) – Conclusioni – Ringraziamenti - Fonti e bibliografia - Indice dei nomi |