Utopia |
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Girolamo Imbruglia
DAL TESTO – "L'utopia poteva essere un progetto politico di libertà e felicità; il mito non poteva che essere la difesa e l'imposizione della violenza del potere e la rinascita al possibile cambiamento. La narrazione utopista, a partire da Moro, assunse una funzione cognitiva che divenne la sua caratteristica basilare e la separò dal mito. Raccontare «ciò che non è mai esistito, né mai esisterà, né si può sperare che esista» potrebbe essere giudicato vano, ma, sostenne Campanella nella Città del Sole, Moro aveva mostrato che la conoscenza della repubblica immaginaria di Utopia, ancor meglio dei racconti di Platone, era necessario perché permetteva di commisurare «a questo modello le nostre repubbliche o le nostre istituzioni particolari». La storia del bisogno e dell'energia del modello politico dell'utopia è l'argomento delle pagine che seguono." L'AUTORE – Girolamo Imbruglia insegna Storia moderna all'Università di Napoli "L'Orientale". Si occupa di storia della cultura dell'illuminismo europeo e di storia religiosa. Tra i suoi libri ricordiamo "Illuminismo e storicismo nella storiografia italiana. In appendice il carteggio Cantimori-Venturi" (Bibliopolis, 2003) e "The Jesuit Missions of Paraguay and a Cultural History of Utopia" (1568-1789) (Brill, 2017). INDICE DELL'OPERA – Introduzione (I temi dell'utopia - I tempi dell'utopia - I caratteri della narrazione utopistica - Credere alle utopie) - 1. L'umanesimo e lo spazio dell'utopia (Dalla profezia all'utopia - Il profetismo di Savonarola e il controllo spirituale della politica - Machiavelli e la politica senza cristianesimo - Moro e il mondo verosimile - Lutero e l'utopia nella storia - Utopia e la difesa della civiltà europea - Montaigne e l'utopia della società selvaggia - L'Europa terra di utopie. Rabelais - Utopia ed eresia nell'autunno del Rinascimento - L'utopia della Ragion di Stato - Il millenarismo della Città del Sole) - 2. Il Seicento: la società ideale nel presente (Teocrazie - Spinoza e la rinuncia alla teocrazia - Locke e lo "stato senza imperfezioni") - 3. Il Settecento e il futuro dell'utopia (Disincanto. Utopia e anti-utopia - Montesquieu e la teoria dell'utopia - L'utopia philosophique - Il mito dell'utopismo naturalistico-ontologico - L'ideale della comunità dei beni a fine secolo) - 4. L'"effetto utopia" della rivoluzione (La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino - Ancora un'utopia - La Congiura degli Eguali) – Note - Indice dei nomi |