Il complesso occidentale |
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Alexandre Del Valle
DAL TESTO – "L'Italia è un Paese d'osservazione molto interessante per un analista geopolitico straniero. L'Italia è infatti nello stesso tempo il Paese dell'Europa Occidentale più conscio della necessità di finirla con il senso di colpa, ma è anche il Paese cristiano più colpevolizzato dalla stessa Chiesa, che, nella sua dimensione umana, è contaminata come il resto della società dall'etno-masochismo. [...] l'ideologia del "complesso" non è solo dovuta all'universalismo francese rivoluzionario e al marxismo-leninista che ne è una delle conseguenze ideologiche, ma è anche il prodotto di altre fonti convergenti di "mondialismo": quello della Chiesa post-conciliare, convinta di dovere "espiare le colpe" passate (crociate, inquisizione, etc) affermandosi filoislamica e immigrazionista: e quello, spesso sottostimato, delle multinazionali e dell'alta finanza che vorrebbero fare della Vecchia Europa il laboratorio di sperimentazione della "Sopra-società" (Zinoviev) senza frontiere che il sociologo americano Benjamin Barber chiama "McWorld". Secondo questa terza fonte di cosmopolitismo, l'abolizione delle frontiere e la cancellazione progressiva fra il nazionale e lo straniero permetterà di produrre oggetti, beni e mode intercambiabili planetarie, a costo sempre più basso, grazie alle "economie di scala", alla manodopera straniera a basso costo, alla soppressione delle barriere doganali e identitarie. Queste convergenze "cosmopoliticamente corrette" spiegano perché i radical chic, i parroci cattolici, i rivoluzionari marxisti e No Global, le ONG "No Borders" e i miliardari come Georges Soros che finanzia le navi pro-clandestini, lottano assieme a favore dell'immigrazionismo illimitato e illegale e utilizzano tutti l'arma della "reductio ad hitlerum" per delegittimare non solo i populisti ma tutti i difensori delle nazioni sovrane." L'AUTORE – Alexandre Del Valle, politologo, filosofo e giornalista francese di origini italiane, è autore di numerosi saggi. Specialista di geopolitica e di Medio Oriente, è dottore in Storia Contemporanea e professore di geopolitica. Già membro del partito politico francese UMP, oggi collabora con numerose riviste politiche e geopolitiche, e lavora in Europa come consulente. INDICE DELL'OPERA – Prefazione. Il pregiudizio occidentale, di Marcello Veneziani – Introduzione - 1. La nuova crisi della coscienza europea (La diagnosi: la "depressione collettiva" - Accuse inique - Odio di sé e colpevolizzazione: l'espiazione delle colpe dell'Europa - L'Europa ha insegnato al mondo come detestarla - "Sindrome di Stoccolma anterograda"? - ...O "sindrome suicida"? - Demonizzazione della nazione e xenofilia - La "nazificazione" dello Stato-Nazione e dell'identità - La fine del politico: la soppressione della dicotomia amico/nemico - Comunitarismo multiculturale contro pluralismo democratico - Leghe della virtù e antirazzismo traviato: le armi del terrorismo intellettuale - La lotta contro l'"islamofobia" nel Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU - Il dialogo tra le civiltà o la "politica della pacificazione" - Il traviamento della costruzione dell'Europa e la sua deriva multiculturalista - Negazione delle radici cristiane dell'Europa ed esclusione dei politici cattolici - Il Kulturkampf anticattolico dei media - Dallo scandalo dell'Agenda Europa al caso del crocefisso - Come si è arrivati a questo? Il traviamento dell'idea di Europa - L'utopia mondialista habermasiana dell'UE - "Il paradigma dell'impero" o il totalitarismo soft del McWorld - Postdemocrazia e minoranze tiranniche) - 2. Le fonti del terrorismo intelettuale e del "politicamente corretto" (Le diverse componenti del terrorismo intellettuale - La "guerra delle rappresentazioni" o l'avvelenamento psichico - Nodi e virus semantici - "Dissonanza cognitiva": siamo noi i nostri primi agenti di disinformazione! - Guerra delle rappresentazioni e disinformazione di massa - Le "7 tappe" del processo di disinformazione - La DCR (Destruction of Competitive Representations) - D come demonizzazione: la chiave della guerra delle rappresentazioni - C come colpevolizzazione: "arma di distruzione di massa" dei popoli giudeo-cristiani - La "colpa" giudeocristiana ritorta contro la civiltà occidentale - R come ridicolizzare e C come caricaturizzare - R come rovesciamento o ritorsione: inversione dei ruoli, guerra delle parole - Sulla "reductio ad Hitlerum" - Il peso della posizione accusatoria - La ritorsione della "reductio ad Hitlerum" contro Israele e gli ebrei - Deviazione della memoria, strumentalizzazione e banalizzazione della Shoah - L'indignazione selettiva o la firma dell'impostura) - 3. Vincere i miti fondatori del politicamente corretto (Il mito del "peccato originale occidentale delle crociate", precursore del colonialismo - Il mito del Medio Evo cristiano come periodo di totale oscurantismo - Il mito dell'Occidente cristiano "civiltà schiavista per eccellenza" - Il mito del "debito occidentale" nei confronti della "scienza araba" - Il mito della Chiesa accanita "complice del nazismo" - Il mito della redenzione attraverso la "felice mondializzazione" - I miti della specializzazione all'economia finanziaria e dell'"euro forte" - Il mito dello "straniero buono" contro l'"autoctono cattivo") – 4. Per una geopolitica della discolpa (L'assurdità dei concetti di responsabilità e di colpa collettiva - La colpa collettiva è un regresso giuridico e filosofico - Riconciliazione nazionale versus colpevolizzazione collettiva - L'esempio di Mandela e dell'Africa del Sud democratica - Il trionfo del "pentimento" e la fine dell'imperativo della riconciliazione di De Gaulle - Discolpa: lavorare sulle "credenze" e sviluppare autostima - L'Occidente non è sorto dal nulla e non è la peggiore civiltà! - I molteplici contributi della Grecia e di Roma - L'eredità giudeocristiana: umanesimo, carità, dignità umana, solidarietà, laicità - Il concetto di progresso e il contributo occidentale allo spirito scientifico - Le due lezioni dell'Europa: personalismo e universalismo - L'Occidente è la civiltà più generosa e più filantropica - Superiorità morale dell'Occidente cristiano? - L'Occidente "decadente", meno ipocrita delle società teocratiche del Sud - L'etica della responsabilità: riabilitazione della politica e dello Stato-nazione - Azzardarsi a diventare dissidenti: il coraggio, la prima virtù del politico - L'amore di sé o il "patriottismo integratore" - L'esperienza di integrazione di tanti nuovi francesi - Riuscire a integrare: amor patrio e stabilimento delle regole del gioco - Spirito di resistenza e ribellione metapolitica) – Conclusione (L'Europa non deve essere più lo zimbello della compagnia – "The Panwest and the Rest" o il ritorno della Realpolitik - Dell'unità geo-culturale del "Panoccidente" - Sarebbe ora di rinunciare allo spirito della guerra fredda) – Annessi - Ringraziamenti |