Una legalità impossibile |
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Antonio Grilli
DAL TESTO – "La giustizia ordinaria era e restava competente a punire delitti di sangue secondo il diritto comune. E in parte lo fece. La sua competenza conviveva però con l'azione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato (ricostituito con il decreto del duce 3 dicembre 1943). Come se non bastasse, vi si aggiunsero i tribunali militari regionali - cui spettava reprimere una vastissima gamma di azioni "sovversive" - e i tribunali militari straordinari, giudicanti "a titolo di esemplarità" su iniziativa di comandanti militari locali e di capi provincia. Teoricamente, essi avrebbero dovuto operare nel quadro del codice penale militare di guerra: quindi, innanzitutto, in presenza di un dichiarato stato di guerra e nei confronti di militari. Ma non fu così: travalicarono i limiti delle loro competenze e largheggiarono nell'irrogare condanne capitali. L'AUTORE – Antonio Grilli, studioso di Storia giuridica e delle istituzioni in età moderna e contemporanea, è stato ricercatore all'Università di Treviri (Germania), ove ha anche conseguito un dottorato in diritto. Attualmente è funzionario dell'Unione Europea a Bruxelles. Tra le sue pubblicazioni: "Le origini del diritto dell'Unione europea" (il Mulino, 2009), "Il difficile amalgama. Giustizia e codici nell'Europa di Napoleone" (Vittorio Klosterman, 2012) e "Tra fronda e collaborazione. Magistrati nell'Italia occupata 1943-1945" (Aracne, 2017). INDICE DELL'OPERA – Introduzione - Salò e la giustizia - 1. La nascita della RSI (1.1. Un duce redivivo ed un alleato occupante - 1.2. I diversi centri di potere del Reich – 1.3. I provvedimenti fondativi della RSI – 1.4. Controllo, repressione e persecuzione – 1.5. La ricerca del consenso popolare e la capitale fantasma) - 2. Legiferare in emergenza: la normativa giudiziaria della RSI (2.1. La RSI eredita la giustizia del Regno d'Italia - 2.2. Lo stato di emergenza e l'agognata normalità: la legislazione giudiziaria di Salò) – 3. La protezione di una giustizia sospetta (3.1. La nomina di Pisenti – 3.2. Pisenti e la giustizia. L'intento di proteggere l'ordine giudiziario – 3.2.1. La giustizia come espressione della sovranità della RSI / 3.1.2. La protezione dell'ordine giudiziario come priorità assoluta / 3.2.3. La prudenza del ministro, il coraggio di un pretore, l'illegalità diffusa: Emilio Ondei, magistrato garantista / 3.2.4. Tolleranza ministeriale e astio fascista. La strategia dell'intesa con i magistrati / 3.2.5. Le invettive di Farinacci dalle colonne del "Regime fascista" / 3.2.6. Le vie di fatto dei puri e duri del fascismo: percosse al consigliere Berardelli – 3.3. I due volti dell'attacco alla classe giudiziaria: le necessità belliche tedesche e l'intransigenza fascista - 3.3.1. Arbitri di tedeschi e di fascisti, giustizie sommarie e illegalità / 3.3.2. Si diffondono arbitri e illegalità ai danni del corpo giudiziario - 3.4. Repressione contro una magistratura sovversiva? – 3.4.1. Alcune cifre / 3.4.2. Gli arresti di magistrati presunti "sovversivi" / 3.4.3. Denunce e astiose calunnie / 3.4.4. L'autodifesa, necessaria, del corpo giudiziario - 3.5. Fascismo e antifascismo nella giustizia. L'antifascisrno quotidiano della magistratura) – 4. Una giustizia in tempi difficili (4.1. Giudici sotto le bombe – 4.2. Situazioni delicate per i magistrati: polizie, caporioni fascisti e capi provincia della RSI – 4.3. Quanti magistrati per la RSI? – 4.4. Fidelizzare i giudici? Stipendi più alti ma pagati in ritardo – 4.5. Fedeltà al fascismo repubblicano: la controversa questione del giuramento – 4.6. La difficile mobilità del corpo giudiziario) – 5. Ricreare la normalità giudiziaria: l'esodo della Corte di cassazione (5.1. Il trasloco ministeriale - 5.1.1. Dopo il trasferimento, ricreare la normalità. Mistica del "tener duro" e livore contro gli imboscati – 5.2. La Corte di cassazione a Brescia: genesi difficile, inaugurazione solenne. La legittimità della RSI attraverso la giustizia - 5.2.1. Un esodo tormentato / 5.2.2. L'inaugurazione della Corte di cassazione di Brescia) - 6. Le zone di operazioni: il conflitto tra due alleati (6.1. Premessa - 6.2. Il caso particolare di Zara – 6.3. Le leggi di asservimento al Reich: la giustizia – 6.4. La reazione italiana – 6.5. I ricorsi per cassazione dalle zone dì operazioni ed altri problemi) – 7. L'invadenza tedesca e il difficile rapporto con il Terzo Reich (7.1. Il problema di fondo: un'esistenza a rischio – 7.2. Le pesanti interferenze del Reich, motivate dalla guerra in atto – 7.2.1. La minaccia del lavoro obbligatorio per il personale giudiziario della RSI / 7.2.2. La minaccia del lavoro obbligatono anche per i detenuti: scarcerazioni Arbitrarie – 7.3. La volontà del Reich di egemonizzare la giustizia italiana - 7.3.1. La longa manus del controllo tedesco / 7.3.2. L'invadente apparato militare del Reich / 7.3.3. Il dialogo tra alleati e gli accordi su temi specifici. La raffinata teoria della delega di poteri) - 8. Giustizie speciali e tribunali improvvisati. L'escalation dell'imbarbarimento (8.1. Una giustizia mite: quella ordinaria. Reati annonari e politici - 8.2. Sorvegliare la giustizia straordinaria, arginare quella sommaria – 8.3. Un organo in declino: il resuscitato Tribunale speciale per la difesa dello Stato - 8.3.1. Le sezioni periferiche del Tribunale speciale per la difesa dello Stato / 8.3.2. L'attività svolta dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato: ampia visibilità, bilancio limitato – 8.4. La giustizia del fascismo repubblicano e i consigli dei tecnici del diritto – 8.5. Tribunali militari, straordinari, improvvisati: una giustizia imbarbarita – 8.6. Le esecuzioni sommarie e l'escalation finale verso l'antigiustizia – 8.7. L'imbarbarimento definitivo. Impotenza della giustizia, naufragio della legalità) – Conclusione (1. Il crepuscolo - 2. Un bilancio) - Bibliografia |