Uomini e dei. Le opere dell'imperatore che difese la tradizione di Roma |
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Flavio Claudio Giuliano Uomini e dei. Le opere dell'imperatore che difese la tradizione di Roma Edizioni Mediterranee, pagg.144, Euro 13,50
DAL TESTO – “O Madre degli dèi e degli uomini, tu che condividi il seggio e il trono di Zeus; o fonte degli dèi intellettuali, tu che procedi insieme con le essenze immacolate degli intelligibili e da tutti loro ricevi la causa comune degli esseri e la concedi agli dèi intellettuali; o dea generatrice di vita, tu che sei consiglio e provvidenza e demiurgo delle nostre anime, tu che ami il grande Dioniso e salvasti Attis quando fu esposto e lo risollevasti quando precipitò nell’antro della terra; o tu che per gli dèi intellettuali sei principio di tutti i beni e riempi di tutte le cose il mondo sensibile e a noi fai grazia di tutti i beni in tutte le cose: da’ a tutti gli uomini felicità, il cui fondamento è la conoscenza degli dèi, da’ in comune al popolo dei Romani soprattutto di allontanare da sé la peste dell’empietà; e inoltre da’ una sorte benigna, che regga con lui l’Impero per molte migliaia di anni; ed a me, come frutto della mia devozione per te, da’ di possedere verità nelle dottrine sugli dèi, perfezione nella teurgia, virtù accompagnata da buona fortuna in tutte le opere cui ci accingiamo nelle faccende politiche e militari, e un termine di vita senza dolore e glorioso, con la buona speranza di salire fino a voi!”.
L’AUTORE – Flavio Claudio Giuliano nacque a Costantinopoli nel 331 dal ramo legittimo della famiglia di Costanzo Cloro. I suoi familiari furono trucidati dal figlio di Costantino, Costanzio II, che temeva di vedersi contrastata la successione. Cresciuto lontano dalla corte, Giuliano frequentò le scuole di Pergamo, Efeso ed Atene, dove maturò la sua adesione al neoplatonismo e alla religione dei padri. Nominato Cesare e inviato in Gallia per far fronte a un'invasione di Germani, Giuliano fu acclamato Imperatore dalle legioni; essendo morto poco dopo l'Augusto, Giuliano potè insediarsi sul trono imperiale. Dato l'avvio a un'opera di restaurazione religiosa, nel 362 passò ad Antiochia per preparare una spedizione contro la Persia. Dopo alcune vittorie iniziali, fu ferito a morte da una lancia del reparto di cavalleria. Morì il 26 giugno del 363.
INDICE DELL’OPERA – Introduzione – La presente edizione – Contro i galilei – Frammenti – Circolare sui maestri galilei – Inno al Re Helios – Inno alla Madre degli dèi – Agli abitanti di Bostra – Agli alessandrini – Ad Arsacio, sommo sacerdote della Galazia – Ad Atarbio – A Ecdicio, prefetto dell’Egitto – Misopogone – Bibliografia essenziale |