Linguaggio e politica Stampa E-mail

Noam Chomsky

Linguaggio e politica

Di Renzo Editore, pagg.165, € 12,50

chomsky linguaggio  IL LIBRO – In questo volume Noam Chomsky, uno dei principali protagonisti dell'evoluzione culturale di questo secolo, affronta tutti i temi a lui cari: il linguaggio, la mente, la democrazia, il consenso. Che lingua parla il potere? Come si è invertita la tendenza da lingua d'élite a lingua di massa? Incrociando l'analisi del linguaggio con le scelte politiche, Chomsky arriva a giudizi alternativi sul presente e si propone come coscienza critica del modello americano. La sua opera finisce così per occupare quel privilegiato spazio culturale, dove lo studio scientifico della lingua si congiunge con la migliore speculazione filosofica sulla natura del pensiero.

  DAL TESTO – "Con un'adeguata comprensione del concetto di "consenso", possiamo vedere che la realizzazione dei business e dei progetti, al di là delle contestazioni dell'opinione pubblica, avviene con "il consenso dei governati", una forma di "consenso senza consenso" che è una descrizione corretta di ciò che sta succedendo negli Stati Uniti. C'è spesso un divario, tra le preferenze del pubblico e le politiche pubbliche, che negli ultimi anni è diventato sostanziale. Un paragone potrà chiarire ulteriormente il funzionamento del sistema democratico.
  "Più dell'80% del popolo pensa che il governo "funzioni a beneficio degli interessi di pochi e privilegiati, non di tutti", una percentuale che era, anni fa, di circa il 50%. Oltre l'80% crede che il sistema economico sia "sostanzialmente ingiusto", e che i lavoratori abbiano troppo poche possibilità di esprimere la loro opinione sull'andamento del Paese. Più del 70% ha l'impressione che "negli Stati Uniti il mondo degli affari abbia raggiunto un potere eccessivo su troppi aspetti della vita"; e quasi una persona su venti crede che le grandi società "dovrebbero qualche volta sacrificare un po' del profitto per migliorare le condizioni dei loro lavoratori e della collettività".
  "Il modo di pensare dell'opinione pubblica rimane tenacemente socialdemocratico su molti importanti aspetti, e questo era vero, contrariamente a quanto sostiene una certa mitologia, anche durante gli anni di Reagan. In ogni modo dobbiamo anche notare che tali posizioni sono ben lontane dagli ideali che avevano animato le rivoluzioni democratiche: i lavoratori nel Nord America del XIX secolo non propiziavano i loro governanti perché questi dimostrassero loro maggiore benevolenza, semplicemente negavano loro il diritto di governare. "Coloro che lavorano nei mulini devono anche esserne i proprietari", affermavano i giornali dei lavoratori, sostenendo gli ideali della Rivoluzione americana così come li aveva capiti la pericolosa plebaglia."

  L'AUTORE – Avram Noam Chomsky è un linguista, filosofo e teorico della comunicazione statunitense. Professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology è riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, spesso indicata come il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo.

  INDICE DELL'OPERA – Prefazione - Introduzione - La democrazia in un ordine neoliberale: teoria e realtà - Consenso senza consenso: riflessioni sulla teoria e sulla pratica della democrazia - Linguaggio e mente: idee attuali su problemi antichi - Il mondo dopo l'11 settembre - Conclusione