IN NOME DEL PAPA-RE. L'esercito di Pio IX (1860-1870) |
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a cura del Centro Studi Giuseppe Federici IN NOME DEL PAPA-RE. L’esercito di Pio IX (1860-1870) Edizioni Solfanelli, pagg.31, Euro 4,00
DAL TESTO – “Il piccolo esercito pontificio composto da volontari cattolici provenienti da ogni nazione, costituito al solo scopo istituzionale e di difesa dell’ordine pubblico, naviga fra mille difficoltà. Il pro-ministro alle armi, card. Giacomo Antonelli, viene sostituito da mons. Saverio de Merode, già valoroso ufficiale dell’esercito belga e francese; egli in breve tempo riesce, data l’urgenza del momento, a far sì che il piccolo esercito diventi uno strumento efficace, moderno, bene organizzato, atto a mantenere l’ordine pubblico ma anche ad opporsi all’invasione di bande di volontari che si stanno formando ai confini dello Stato. Egli si avvarrà dell’opera dell’ufficiale francese de la Moriciere, vincitore del leggendario Abd-el Kader, durante la guerra d’Algeria, che viene nominato generale in capo. “Ha inizio così la “Nona Crociata”, che attraverso la sollecitazione dei comitati di arruolamento, l’opera capillare dei vescovi e dei parroci, farà confluire a Roma i volontari provenienti da ogni paese; alcuni, come gli antichi crociati, hanno sul petto l’insegna della croce, molti saranno raggiunti dalle famiglie con armi, cavalli e denaro destinato all’armamento. “Impossibile elencarli tutti, citeremo i più illustri: tra i francesi il conte Gaspard de Boubon Chalus, il conte Leon del Lorgeril, il conte Theodore de Quattrebarbes, il barone Athanase de Charette, il visconte Alphonse de Chateaubriand, nipote del celebre scrittore, il conte Hippolite de Momint, il conte de Becdelievre, valoroso comandante dei tiragliatori franco-belgi a Castelfidardo, il conte Palphy ungherese, il polacco barone de Crovin, gli italiani conte Cesare Caimi, il principe Carlo Chigi, il marchese Giovanni Lepri, il principe Francesco Ruspoli, il conte Cesare Crispoldi, il conte Odoardo Ubaldini, il marchese Giacomo Pietramellara, ed altri ancora dal Belgio, dal Canada… “La situazione politica precipita, la sinistra ha il sopravvento e Cavour deve correre ai ripari o la situazione gli sfuggirà di mano; dinnanzi alla diplomazia internazionale si affretta a condannare i rivoluzionari (quelli che poco innanzi aveva con ogni mezzo spinti al Sud) e fattosi paladino dell’ordine, si affretta, per contrastare l’azione di Garibaldi, ad inviare un numeroso corpo di spedizione per la conquista delle Marche e dell’Umbria. Avrà così ottenuto il duplice scopo di bloccare l’avanzata garibaldina, riprendendo in mano l’iniziativa, ed atteggiarsi a nemico della rivoluzione.”
INDICE DELL’OPERA – Il ricordo dei dimenticati – Introduzione – L’esercito pontificio si organizza – La battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860) – La Massoneria vuole occupare Roma – La campagna nell’Agro Romano (1867) – La vittoria di Mentana (3 novembre 1867) – L’invasione della Città Santa – L’onta del XX settembre – conclusione – Bibliografia |