Coltano 1945. Un campo di concentramento dimenticato |
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Pietro Ciabattini Coltano 1945. Un campo di concentramento dimenticato Mursia, pagg.206, Euro 15,00
DAL TESTO - "Non è da dimenticare quanto gli americani amassero provocarci per la grande fame che avevamo; più di una volta suonarono l'adunata ad ore strane del giorno e della notte per farci correre a prendere un bicchiere di tè o infuso di tiglio che fosse, certi che non avremmo rinunziato a nulla. Ridevano insieme ai tedeschi nel vederci nuovamente inquadrare sotto il sole o al buio, consapevoli della nostra difficoltà di entrare ed uscire velocemente dalle tende, dovendo anche aiutare i commilitoni in difficoltà. "Nessun segno di pietà e umanità verso quei relitti umani che, soldati come loro, avevano il torto di essere stati vinti dopo quattro anni e mezzo di dura guerra. " Bene in vista, sulla facciata di una casa poderale qualcuno aveva tracciato con un pennello questa frase: «Meglio pecore al pascolo che leoni in gabbia»".
L'AUTORE - Pietro Ciabattini è nato nel 1926 a Siena, nella contrada della Pantera. Nel 1943 lasciò gli studi per arruolarsi nella MVSN, seguendo le sorti della Repubblica Sociale Italiana. Alla fine del conflitto venne internato nei campi di concentramento americani e italiani di Scandicci, Coltano e Laterina.
INDICE DELL'OPERA - Prefazione, di Franco Bandini - Premessa - I. La geografia dei campi - II. In viaggio per Coltano - III. Il PWE 337 - IV. Arrivano gli italiani - V. Il dopo - Conclusioni - Indice dei nomi |