Memorie di un legionario Stampa E-mail

Elio Della Casa Santunione

Memorie di un legionario

Edizioni Artestampa, pagg.235, € 15,00

 

santunione memorie  Il racconto di Elio Della Casa Santunione è un viaggio nella vita di un esule contemporaneo, che si trova nel limbo dell'essere senza documenti e quindi privo di ogni diritto e di ogni speranza. La sua storia è quella di un giovane che, scacciato dalle sue origini a causa della povertà e dell'ostilità degli uomini, cerca di rifarsi una vita altrove, attraversando le frontiere d'Europa e lottando con ogni forza per trovare un lavoro e un po' di stabilità.

  Ma il destino sembra volerlo sfidare sempre di più: alla fine di un lungo vagabondaggio, Elio si ritrova ad affrontare una scelta obbligata, l'unica possibile per un uomo senza documenti e senza risorse: arruolarsi nella Legione Straniera. La guerra d'Algeria diventa quindi il contesto in cui questo giovane esule, in cerca di una nuova vita, si troverà ad affrontare il dolore, la morte e la violenza.

  Tornato dal fronte, Elio si troverà ancora una volta ad affrontare il marchio dell'emarginazione e la vita nei bassifondi oscuri dove gli uomini diventano ripugnanti parvenze senza storia e senza nome. Ma la sua voce si fa feroce e dolce allo stesso tempo, come un grido di dolore che vorrebbe essere ascoltato, per non dimenticare mai che la scelta di arruolarsi nella Legione Straniera è sempre la scelta della disperazione, della rinuncia a ogni diritto e a ogni speranza.

  Queste pagine sono dunque un invito alla memoria e alla riflessione su un'esperienza umana che ancora oggi, nonostante i cambiamenti storici, culturali e politici, si ripete incessantemente, ai danni degli esuli contemporanei che cercano rifugio nei porti della terra. Elio Della Casa, con la sua voce dolente e feroce, ci mostra la via per non dimenticare mai le storie di quegli uomini che lottano per la loro dignità e la loro libertà, in un mondo in cui troppo spesso queste parole perdono il loro significato più profondo.

  "Il forte San Nicolà di Marsiglia – si legge nel testo - era il principale centro di reclutamento e smistamento della Legione Straniera.

  "Entrati in quel forte i pesanti portoni d'ingresso si rinchiusero come tentacoli di una piovra sulla preda.

  "Di lì non si usciva più se non si era ritenuti fisicamente inabili. Era lì che si passavano tutte la visite mediche, e in quel luogo ero finito dopo tanto girovagare, in un ammassamento di gente di ogni nazionalità, tra disperati di ogni età, di ogni rango sociale ma in prevalenza quello più basso.

  "Gente delusa dalla vita, ubriaconi o ricercati dalla polizia, ragazzi in cerca di avventura, falliti, fannulloni, o come me affamati in cerca di un piatto sicuro di minestra, disposti a giocarsi la vita a testa o croce pur di dimenticare il passato. Gente a cui è concessa come ultima cosa la facoltà di scegliersi un nome e una nazionalità per nascondersi dal passato.

  "Gente raccolta con astuzia in ogni punto della Francia e qui radunata per farne carne da macello in tempo di guerra; lavoratori di forza in tempo di pace, gente che per debolezza o sfortuna si sono lasciati sopraffare dalla vita e in un ultimo sussulto di speranza accettano di giocarsi la vita ad macabro testa o croce al profitto di una Nazione che specula sulla loro degradazione sociale per acquisirsi su di loro il diritto di vita o di morte".