Costantino. Il fondatore Stampa E-mail

Maria Carolina Campone

Costantino
Il fondatore


Graphe.it, pagg.196, € 15,00

 

campone costantino  Costantino I, noto anche come Costantino il Grande, è stato uno dei più importanti e influenti imperatori romani della storia. Nato nell'anno 272 d. C. in una famiglia di elevata importanza militare, egli fu destinato sin da giovane a diventare un grande leader. La sua carriera iniziò con il servizio nell'esercito romano sotto l'imperatore Diocleziano, dove dimostrò le sue abilità di stratega militare.

  Costantino divenne imperatore nel 306 d.C. dopo aver sconfitto i suoi rivali nella guerra civile che seguì alla morte dell'imperatore Galerio. Era noto per la sua astuzia e la sua abilità di unire le sue truppe, rendendolo un leader molto rispettato. La sua prima azione come imperatore fu quella di riformare l'esercito romano, cercando di eliminare la corruzione e la disorganizzazione.

  Uno dei maggiori successi di Costantino fu la vittoria nella battaglia di Ponte Milvio, nel 312 d.C., che è anche l'evento più famoso della sua vita. La storia narra che, prima della battaglia, egli avesse visto una croce luminosa nel cielo con la scritta 'in hoc signo vinces', che in latino significa "Con questo segno vincerai". Costantino ordinò di dipingere il simbolo della croce sui suoi scudi e poi vinse la battaglia, diventando il nuovo imperatore indiscusso dell'impero.

  Costantino è anche noto per la promulgazione dell'editto di Milano del 313 d. C., che ha tolto le restrizioni sulla pratica della religione cristiana in tutto l'impero romano. Questo fu un momento decisivo nella storia del mondo, poiché la cristianità avrebbe poi avuto un effetto duraturo sulla cultura e la civiltà europea.

  Durante il suo regno, Costantino fondò molte nuove città, tra cui la città di Costantinopoli. Questa città divenne ben presto il centro culturale ed economico dell'impero romano d'Oriente e rimase tale fino al 1453.

  Costantino è stato anche un grande patrono delle arti e delle lettere. Nel 324 d.C., fondò la Biblioteca Apostolica Vaticana a Roma, che è ancora oggi una delle più importanti biblioteche del mondo. Ha anche commissionato molte opere d'arte e monumenti pubblici a Roma, che ancora oggi testimoniano la sua grandezza.

  Costantino morì nel maggio del 337 d.C. a Nicomedia. La sua figura rimane una delle più importanti della storia mondiale per il suo contributo alla diffusione del Cristianesimo e alla creazione dell'Impero romano d'Oriente. La sua influenza è stata così significativa che anche oggi il suo nome è presente in molte città del mondo.

  La figura di Costantino è sempre stata al centro di un dibattito di ampio respiro. Da secoli, la cosiddetta "questione costantiniana" ha rappresentato uno dei temi più controversi e dibattuti dagli storici di tutto il mondo. Nonostante la presenza di numerosi documenti e fonti primarie a disposizione degli studiosi, la loro interpretazione è spesso difforme e contrastante, a causa della complessità della figura del "primo imperatore cristiano". La discussione sull'attività e le caratteristiche di Costantino si è quindi mantenuta sempre accesa, e la sua figura rimane oggi ancora oggetto di studio e analisi.

  È in questo contesto che il saggio di Maria Carolina Campone (PhD in Storia e Critica dell'Architettura, già professore a contratto presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, è docente di lingue classiche presso la Scuola Militare «Nunziatella» di Napoli) assume particolare rilevanza e interesse. Attraverso un'analisi testuale e filologica delle testimonianze storiche in nostro possesso, la studiosa affronta alcuni nodi significativi che hanno contribuito ad alimentare il dibattito sulla figura di Costantino. Per fare ciò, l'Autrice si serve di una puntuale e critica disamina delle fonti in lingua greca e latina a disposizione, riuscendo così a superare alcune delle letture acriticamente accolte dalla critica fino a quel momento.

  Grazie alla sua approfondita conoscenza delle fonti storiche e alla sua competenza filologica, la professoressa Campone è in grado di apportare un significativo contributo alla comprensione di una figura che ha rappresentato un momento di svolta nella storia dell'Occidente. Infatti, il passaggio dal mondo greco-ellenistico e romano a quello cristiano ha rappresentato un vasto processo di sincretismo culturale e religioso, e Costantino è stato uno degli artefici principali di queste trasformazioni.

  In sintesi, il saggio della professoressa Campone è un importante strumento per comprendere la figura di Costantino e il contesto storico e culturale in cui egli ha operato. Grazie alla sua attenta analisi delle fonti e alla sua riflessione sulle criticità delle interpretazioni fino a oggi proposte, la studiosa offre un nuovo tassello alla nostra conoscenza di una storia complessa e affascinante.