La politica berbera nella Libia coloniale Stampa E-mail

Chiara Pagano

La politica berbera nella Libia coloniale
Identità, reti e conflitti
(1835-1924)


Carocci Editore, pagg.268, € 29,00

 

pagano berbera  "La politica berbera nella Libia coloniale. Identità, reti e conflitti (1835-1924)" di Chiara Pagano contiene un'analisi articolata delle complesse dinamiche identitarie, politiche e sociali che hanno caratterizzato la Libia tra la metà dell'Ottocento e l'avvento del Fascismo in Italia, con un focus particolare sulla costruzione e la trasformazione dell'etnicità berbera. Partendo da una riflessione critica sul presente, segnato dal risveglio dell'attivismo amazigh post-Gheddafi, Pagano spiega come la mobilitazione etnica abbia trovato radici e giustificazioni storiche nel periodo coloniale, rivelando così le connessioni tra passato e presente nella costruzione dell'identità libica.

  Il libro si inserisce nel dibattito sulla costruzione delle identità etniche e nazionali, mettendo in evidenza come tali identità siano spesso il risultato di processi storici e politici contingenti, più che di caratteristiche etniche preesistenti. Pagano analizza il modo in cui l'etnicità berbera, considerata tradizionalmente una componente marginale rispetto al predominante paradigma arabo-islamico della Libia, sia stata riattivata e politicamente mobilitata, in particolare nell'ambito delle relazioni con le autorità ottomane e italiane.

  L'analisi si segnala per il suo approccio critico, che non solo indaga le politiche coloniali italiane, ma anche le modalità attraverso cui i notabili locali tripolitani hanno adattato e reinterpretato la nozione di etnicità berbera per acquisire potere nella nuova gerarchia sociale imposta dal colonialismo. Pagano descrive come le autorità italiane abbiano utilizzato l'etnicità come un meccanismo di controllo sociale, delineando un sistema di classificazione che, sebbene destinato a rafforzare il potere coloniale, ha anche contribuito a definire le future tensioni identitarie tra arabi e berberi nella Libia contemporanea.

  Uno degli aspetti più rilevanti del libro è l'attenzione dedicata alle rivendicazioni politiche avanzate dai gruppi berberi, che, nell'arco del XIX e all'inizio del XX secolo, hanno lottato per riaffermare il loro legame con il territorio e la loro autonomia. Queste rivendicazioni si manifestano sia nei confronti delle autorità ottomane che in quelle coloniali italiane, facendo emergere una lotta per il riconoscimento che ha attraversato diversi stadi storici. La dinamica delle tensioni tra le diverse componenti sociali libiche, fra le quali il gruppo berbero giocava un ruolo ambivalente, è messa in luce attraverso un'analisi che interseca storia politica e storia sociale.

  Il lavoro di Pagano scava anche nella natura delle alleanze politiche e sociali, illustrando come, in alcuni casi, i notabili tripolitani abbiano utilizzato l'etnicità come uno strumento di legittimazione politica e sociale, con l'obiettivo di negoziare il proprio potere all'interno di un sistema coloniale che privilegiava una gerarchia razziale e culturale ben definita. In questo senso, la ricostruzione storica dell'autrice mostra come il colonialismo italiano abbia contribuito alla creazione di identità che, sebbene impostate come strumentali agli interessi coloniali, sono divenute successivamente terreno di contesa politica, alimentando conflitti che ancora oggi caratterizzano la Libia.

  Un altro contributo fondamentale del volume di Pagano è ravvisabile nella critica alla retorica panaraba che ha dominato la storia della Libia moderna, mettendo in discussione la costruzione di una nazione libica monolitica e omogenea. La riflessione sul processo di arabizzazione forzata e la marginalizzazione delle identità berbere fornisce un quadro complesso delle politiche di assimilazione, mentre il libro offre una lettura originale della storia coloniale, suggerendo che le radici dei conflitti etnici e delle attuali divisioni sociali nella Libia post-Gheddafi risiedano proprio in queste dinamiche di esclusione e riconfigurazione identitaria.

  In questo senso, il lavoro di Pagano contribuisce in modo significativo al dibattito contemporaneo sull'identità nazionale e sulle politiche di riconoscimento delle minoranze, fornendo uno spunto di riflessione sulla relazione tra etnicità e politica. L'autrice evidenzia come le politiche coloniali abbiano non solo imposto modelli culturali esterni, ma anche provocato una trasformazione profonda nelle strutture sociali locali, le quali sono diventate poi il terreno fertile per la reattivazione delle identità etniche.

  Pagano riesce a far emergere le complessità e le contraddizioni della politica coloniale italiana e delle risposte locali, gettando luce su un aspetto poco esplorato della storia libica. L'opera offre nuovi strumenti interpretativi per comprendere le radici storiche delle tensioni identitarie che continuano a segnare la Libia contemporanea, facendo della politica berbera un elemento chiave per comprendere la configurazione sociale e politica del paese.

  La ricerca è condotta con una grande attenzione ai dettagli e un forte rigore scientifico, che rendono il lavoro un contributo significativo alla storiografia sulla Libia coloniale e post-coloniale, nonché alla comprensione delle politiche di identità in un contesto nordafricano.