Sulla superstizione e il miracolo |
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Pavel A. Florenskij
DAL TESTO – "La superstizione è un modo di rapportarsi a una cosa o a un accadimento che ci induce a percepirli come dovuti a una forza malefica e diabolica; essi vengono interiormente colti come qualcosa di malvagio, malefico e privo di senso. Tramite la superstizione noi vediamo nelle cose il non lecito, il frutto sinistro e oscuro di forze che mirano a tramutare tutto in empietà; proviamo uno strano terrore ma, curiosi e appassionati, non riusciamo a smettere di contemplarle; qualcosa di estraneo e di oscuro si fa strada dentro di noi e di noi si impadronisce. Soddisfatto che abbiamo la nostra curiosità, per tutto proviamo una forte ripugnanza, come se qualcosa avessimo origliato o sbirciato di nascosto. Le seguenti parole di Hoffmann spiegano la questione: «Gli uomini si sentono più appagati dal terrore profondo che dalla spiegazione naturale di ciò che a loro pare spettrale; a loro questo mondo non basta, essi desiderano vedere anche quello che di un altro mondo non necessita di un corpo per rivelarsi. L'AUTORE – Pavel A. Florenskij (1882-1937), laureato in matematica e in teologia, insegnò per lungo tempo presso la facoltà di Teologia e poi nell'Istituto statale d'arte a Mosca. Lavorò anche come ricercatore presso l'amministrazione centrale per l'elettrificazione della Russia, ottenendo numerosi brevetti per le sue invenzioni. Fu condannato dal governo sovietico ai lavori forzati nel 1933 e poi, nel 1937, fucilato. Tra le sue opere principali: "La colonna e il fondamento della verità" (Milano, 1974), "Le porte regali" (Milano, 1977), "Lo spazio e il tempo nell'arte" (Milano, 1995), "Il significato dell'idealismo" (Milano, 1999), "Il simbolo e la forma" (Torino, 2007), "Bellezza e liturgia" (Milano, 2010); "Le lettere dal gulag" sono state pubblicate in "Non dimenticatemi" (Milano, 2000). INDICE DELL'OPERA – Sulla superstizione e il miracolo - La falsificazione del bene, di Natalino Valentini - Nota bibliografica |