Storie della Rivoluzione francese |
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Patrice Gueniffey Storie della Rivoluzione francese Bruno Mondadori, pagg.230, €
DAL TESTO – “L'origine del Terrore, dunque, non risiede tanto in certi principi, sia pure ambivalenti, o in una situazione oggettivamente sfavorevole; essa si trova prima di tutto in passioni collettive che, nella maggior parte dei casi, sono molto difficili da cogliere retrospettivamente. Come ho già scritto, è legittimo pensare che la monarchia non fosse mai stata così liberale e il peso dei privilegi così trascurabile come all'epoca di Luigi XVI. Tuttavia, Tocqueville lo ha già fatto notare, le ineguaglianze nutrono un risentimento tanto più vivo quanto più tendono ad attenuarsi, perché lo scarto che separa i grandi dal popolo, indebolendosi, perde il carattere naturale, dunque legittimo, che gli apparteneva quando la differenza era talmente grande da sembrare nell'ordine delle cose e destinata a durare per sempre. Più gli uomini sono davvero uguali, meno ciò che rimane delle ineguaglianze del passato gli è loro sopportabile. L’AUTORE – Patrice Gueniffey è professore di Storia all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Tra le sue pubblicazioni La Politique de la Terreur (Gallimard 2003) e Le dix-huit Brumaire (Gallimard 2008). Questo è il suo primo libro tradotto in italiano. INDICE DELL’OPERA – Prefazione all'edizione italiana – Introduzione. La storia al passato - 1. La Fayette o i vicoli ciechi del liberalismo - 2. La difficile invenzione del voto - 3. Concludere la Rivoluzione? Barnave e i Foglianti - 4. Violenza e Terrore nella Rivoluzione francese - 5. Robespierre, un itinerario - 6. La caduta della Repubblica termidoriana, 1795-1797 - 7. Joseph de Maistre, la Rivoluzione e la Francia - 8. Brumaio, un colpo di stato quasi perfetto
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