La Tradizione Romana |
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Guido de Giorgio La Tradizione Romana Edizioni Mediterranee, pagg.328, Euro 15,49
DAL TESTO - "Nella vecchia tradizione romana abbiamo tre momenti significativi di cui il primo, così trascurato dalla storia profana, è il più importante e richiama il terzo come chiusura del ciclo: il primo è il periodo dei Re, Roma sacra, centro di sé, nel suo aspetto più profondo, quando la sua potenza era chiusa nel mistero dell'alveo tradizionale combaciante colla Tradizione Primordiale il cui simbolo artico dell'Orsa è palese nel numero sette che è quello dei Re e quello dei colli. Il simbolo bifaciale di Giano, nella divisione dell'anno compiuta da Romolo, è palese nell'opposizione dei due primi mesi di cui il primo, marzo, fu dedicato a Marte, e il secondo, aprile, fu dedicato a Venere: i Romani si dicevano figli di Marte, da parte di Romolo, e di Venere, da parte di Enea, e anche qui si scorge il simbolo bifaciale di Giano che è proprio manifesto nell'origine stessa dei Romani".
L'AUTORE - Guido de Giorgio (1890-1957) è stato definito il “miglior discepolo italiano di Guénon” ed è senza dubbio uno dei rappresentanti maggiori e più “nascosti” del pensiero tradizionale nel nostro paese. Conobbe e venne apprezzato non solo da René Guénon, ma anche da Julius Evola, con i quali fu in corrispondenza. Ebbe una riconosciuta influenza su quest’ultimo, che parla di lui come “una specie di iniziato allo stato selvaggio” e ne fece conoscere “all’esterno” le idee ospitando suoi scritti Ur (1928), La Torre (1930) e Diorama filosofico (1939-1942), ora riuniti in Introduzione alla Magia e in L’Instant et l’Eternité. Prima della guerra, Guido de Giorgio scrisse la sua unica opera organica ad ampio respiro, questa La Tradizione Romana che però rimase dispersa e sconosciuta – forse in un’unica copia dattiloscritta – sino al 1973, quando venne stampata per la prima volta in una edizione a tiratura limitata.
INDICE DELL'OPERA - Nota introduttiva alla seconda edizione, di Gianfranco de Turris - Avvertenza dell'Editore alla prima edizione - Prefazione, di Franco Pintore - Avvertenza dell'Autore - Parte prima. Il ciclo divino - 1. Il Silenzio - 2. I Ritmi - 3. Le Forme - 4. La Tradizione primordiale - Parte seconda. La costituzione di una società tradizionale - 1. I Sacerdoti - 2. I Guerrieri - 3. Gli Operarii - 4. Il Capo - Parte terza. Lo spirito sacro della romanità - 1. La Tradizione Romana - 2. Il simbolo bifaciale di Giano e il nome occulto di Roma - 3. L'emblema fulgurale della potenza: il Fascio Littorio - 4. L'integrazione attiva della plenitudine divina: la Croce - 5. Il Fuoco di Vesta e il segreto della trasfigurazione perenne - Parte quarta. La fascificazione dell'Europa e del mondo - 1. Il pregiudizio umano - 2. Il pregiudizio morale - 3. Il pregiudizio scientifico - 4. Il pregiudizio estetico - 5. Il pregiudizio del progresso - 6. Il pregiudizio filosofico - 7. Le aberrazioni pseudomistiche - 8. L'errore egoaltruistico e la degenerazione delle istituzioni - 9. Dante e la culminarità sacra della Tradizione Romana - Conclusione |