Il crepuscolo della crociata |
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Antonio Musarra
DAL TESTO – "Ebbene: con tutta probabilità, la caduta di Acri non fece altro che sopire momentaneamente le numerose critiche di cui la crociata era divenuta oggetto, contribuendo a rendere la crux transmarina nuovamente attuale. Anche se - va detto - tale rinnovato interesse non durò a lungo. Come s'è visto, la celebrazione del primo Giubileo della storia, pur rispondendo a quell'istanza penitenziale generalizzata che, in precedenza, aveva trovato nella crociata una delle proprie massime espressioni, di fatto spostava l'attenzione su Roma a discapito di Gerusalemme (e a discapito delle altre «Gerusalemme» d'Europa). Oltre a ciò, alle soglie del XIV secolo, la crociata subiva nuove pressioni, apprestandosi a divenire appannaggio di questo o di quel regnante; e in massima parte della corona francese, tornata con Carlo di Valois a vagheggiare il ritorno di Costantinopoli in mani latine. Se il Papato aveva lentamente abbandonato l'idea d'una riconquista del Sepolcro di Cristo, traslando in Occidente la sacralità di Gerusalemme; se la trattatistica sul recupero della Terrasanta s'era spinta, di fatto, sino a prospettare piani d'attacco sostanzialmente irrealizzabili; se parte della società avanzava critiche nei confronti della crociata in sé - ebbene: poteva la crociata rimanere uguale a sé stessa? In effetti, i grandi dibattiti svoltisi in quel quindicennio che separava la caduta di Acri dall'elezione di Clemente V non avrebbero dato i frutti sperati, preparando la strada per la transizione verso altri obiettivi: dalla Terrasanta all'Egeo, alla guerra (santa) contro il Turco. Anch'essa «crociata» a tutti gli effetti." L'AUTORE – Antonio Musarra dottore di ricerca in Storia medievale e Fellow di Harvard (Villa I Tatti), ha pubblicato «Gli Italiani e la Terrasanta» (a cura di; SISMEL, 2014), «Genova e il mare nel Medioevo» (Il Mulino, 2015), «In partibus Ultramaris. I Genovesi, la crociata e la Terrasanta» (ISIME, 2017), «Acri 1291. La caduta degli stati crociati» (Il Mulino, 2017), «1284. La battaglia della Meloria» (Laterza, 2018). INDICE DELL'OPERA - Introduzione. Naturalmente, un manoscritto - I. La crociata negata (Il tempo della profezia - Acri, 1291 - L'ansia bruciante di papa Niccolò - Molto rumore per nulla) - II. Dalle terre di Prete Gianni (Gog e Magog - Un nestoriano sulle vie d'Occidente - «Se Nostro Signore lo vuole!» - L'asse Tabriz-Roma-Parigi-Londra) - III. Testimone del tempo (L'undicesima ora - Pellegrino in terra sacrilega - «Cerco, chiedo, busso» - «Dhimmī») - IV. «Deus venerunt gentes» (Il trionfo della Bestia - I fanatici dell'Apocalisse - Il «pastor angelicus» e la «meretrix magna» - «Ubi est Deus eorum?») - V. Finestra a Levante (L'ultima dimora accogliente - Trovare rifugio - Un agnello in mezzo ai lupi - Qal'at al-Rūm, 1292) - VI. La crociata di carta («Scripta manent» - Recuperare la Terrasanta – Precedenti - Fidenzio da Padova e la rifondazione minoritica del mondo - Il prototipo: il piano di Fidenzio per il recupero della Terrasanta - Visto da Oriente) - VII. Le ragioni della crociata (Come pellegrini in battaglia - Raimondo Lullo e Genova - Crociata e missione? - Visto da Napoli - Visto da Genova) - VIII. Opinioni, giudizi, recriminazioni (La dolce vita - Troppe feste... - ...troppe teste, troppe tempeste - «Deus vult?») - IX. Italiani mala gente (Commerci illeciti - «Mali christiani» - Laiazzo, 1294 - Curzola, 1298) - X. Aspettando Ghāzān (Le critiche agli Ordini militari - L'ultimo templare - Mosaico orientale - Mongoli a Damasco, Armeni a Gerusalemme - Ciprioti alla riscossa - Arwad, addio! - Il fallimento dell'alleanza franco-mongola) - XI. 1300 (False notizie - L'anno prossimo... a Roma - Bonifacio VIII e la crociata - La crociata delle donne) - XII. Metamorfosi della crociata? (Obiettivi mutevoli - Tra Costantinopoli, Cipro e la Terrasanta - La fusione degli Ordini militari - La via dell'Egeo - La crociata al concilio) - Epilogo. Gli ultimi crociati – Note - Bibliografia |