Nell'Islam iranico 3 |
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Henry Corbin
DAL TESTO – "L'anima trova la quiete scoprendo il segreto delle teofanie ma dalla loro moltitudine è mantenuta in uno stato di inquieto movimento. L'invito "Ritorna, o anima pacificata" non deve tanto intendersi come un Ritorno conseguenza della pacificazione dell'anima, ma come un Ritorno che consiste in questa stessa progressiva pacificazione. Così vi è una certezza crescente nella quiete di questi inquieti, nell'inquietudine di questi appacificati. Essi ignorano le vertigini del nulla e dell'assurdo, il panico che precipita le masse e gli individui nei rifugi dogmatici, religiosi o laici, anticipatamente preparati. Il ritorno, come è commentato da Ibn 'Arabī, non è il ritorno a Dio in generale, a un Dio collettivo, ma al tuo Signore personale: segna la dissociazione radicale del divino, l'individuazione del rapporto tra il Signore e il suo fedele (rabb e marbūb), in correlazione al sentimento di un radicamento preesistenziale, preeterno, dell'individualità spirituale. L'Essere Divino si manifesta al proprio fedele in una teofania appropriata al suo essere, in Lui esistente preeternamente, in cui Egli stesso si rivela manifestandola. Si tratta del fenomeno dell'individuazione mistica (tafrīd), sia per annichili mento (fanā) della nafs ammāra, l'anima "imperialista" degli istinti possessivi, sia per sovra-esistenza (baqā') nell'atto della rivelazione di Dio a se stesso." L'AUTORE – Henry Corbin (1903-1978) è stato un filosofo orientalista di enorme influenza nel pensiero contemporaneo. Con la sua opera monumentale di saggi e di edizioni critiche, ha rivoluzionato la nostra conoscenza del mondo musulmano, facendoci riscoprire l'immenso tesoro spirituale e filosofico dell'Iran shī'ita. I suoi studi sono diventati punto di riferimento imprescindibile non solo per gli storici e i filosofi delle religioni, e per chi si occupa del dialogo interculturale tra Oriente e Occidente, ma per tutti coloro che sono interessati a esplorare le ricche potenzialità di ciò che Corbin chiamava "mundus imaginalis", la dimensione immaginale, chiave per comprendere ogni fenomeno religioso e ogni atto creativo. Tra le opere più famose, già tradotte da Mimesis: "Il paradosso del monoteismo" (2011), "Nell'Islam iranico I" (2012), "Tempo ciclico e gnosi ismailita" (2013), "La Sophia eterna" (2013), "Nell'Islam iranico II" (2015). È in corso di pubblicazione il quarto e ultimo volume della summa "Nell'Islam iranico". INDICE DELL'OPERA – Introduzione. L'ultima religione, la religione d'amore. Introduzione, di Roberto Revello - Nell'Islam iranico. Aspetti spirituali e filosofici - I Fedeli d'amore. Shī'ismo e sufismo - Argomento dei libri I-IV - Libro III. Rūzbehan Baqlī Shīrazī e il sufismo dei Fedeli d'amore - I. Sufismo e quiete dell'anima - II. Rūzbehan di Shīraz - III. L'annuvolamento del cuore e la prova del velo - IV. Diarium spirituale - V. Il gelsomino dei Fedeli d'amore - VI. Il pellegrinaggio interiore - Libro IV. Shī'ismo e sufismo - I. Haydar Āmoli, teologo shī'ita del sufismo - II. Un trattato anonimo sui sette sensi esoterici del Corano - III. Tipologia degli spirituali secondo Sā'inoddīn 'Alī Torkeh Isfahānī (830/1427) – IV. I sette organi sottili dell'uomo secondo 'Alāoddawleh Semnānī (736/1336) |