Metamorfosi del Graal |
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Francesco Zambon Metamorfosi del Graal Carocci Editore, pagg.416, € 28,00
DAL TESTO – “In una prospettiva simile a quella di Guénon si colloca anche lo studio sul Mistero del Graal di Julius Evola, la cui prima edizione uscì nel 1937. Come spiega lo stesso Evola nel Cammino del Cinabro (1963), infatti, il suo scopo era quello di «dimostrare la presenza, in seno al Medioevo europeo, di una vena di spiritualità rifacentesi alla tradizione primordiale nel suo aspetto regale», dal momento che «in essenza, il Graal simbolizza il principio di una forza trascendente e immortalante connessa con lo stato primordiale e rimasta presente nello stesso periodo della "caduta", dell'involuzione o decadenza». L'interpretazione evoliana si distingue tuttavia da quella di Guénon per la svalutazione che egli opera degli elementi propriamente cristiani del mito e, di contro, per la forte accentuazione dei temi della "regalità" sacra e dell'imperium, come indica chiaramente il titolo completo della prima edizione del libro, Il mistero del Graal e la tradizione ghibellina dell'impero: «Noi abbiamo [...] mostrato - egli scrive nell'epilogo – che i temi fondamentali del Graal sono non-cristiani e precristiani e abbiamo visto a che ordine tradizionale di idee, improntate dalla spiritualità regale e eroica, essi si collegano». Questa lettura in chiave "ghibellina" del mito - che implica anche l'istituzione di stretti rapporti con il templarismo e con le dottrine dei cosiddetti "Fedeli d'Amore" - comporta una violenta polemica contro quella che Evola definisce la «falsificazione» wagneriana (il «modo arbitrario sfaldato e misticheggiante con cui l'opera musicale di Wagner ha presentato la saga») e contro le correnti «spiritualiste» che ne sono derivate; egli nega di conseguenza […] qualsiasi legame fra il ciclo del Graal e l'eresia catara. Al contrario, quello del Graal è da lui considerato uno dei grandi temi «tradizionali» che additano ai contemporanei il modello di un «nuovo Templarismo» da contrapporre tanto alle tendenze laiciste che a quelle spiritualiste.” L’AUTORE – Francesco Zambon insegna Filologia romanza all’Università di Trento. Si è interessato a numerosi aspetti della letteratura allegorico-religiosa del medioevo latino e romanzo (bestiari, ciclo romanzesco del Graal, lirica dei trovatori, testi catari); ha scritto anche su poeti contemporanei, in particolare su Pascoli, Montale e Pessoa. Presso Carocci editore ha pubblicato fra l’altro L’alfabeto simbolico degli animali (2a rist. 2009) e ha curato Il bestiario d’amore di Richard de Fournival (1997) e I trovatori e la crociata contro gli Albigesi (2a rist. 2011); è tra i direttori della collana “Biblioteca Medievale”. INDICE DELL’OPERA – Introduzione - Parte prima. Arturi regis ambages pulcerrime - 1. Tantris o il narratore-sciamano - 2. L’usignolo e il cigno: sulla poetica di Maria di Francia - 3. Chrétien de Troyes: la Parola e la Gioia - 4. Lo scudo spezzato - 5. Dinadan in Italia - Parte seconda. Sulle tracce del Graal - 6. Il ciclo medioevale del Graal - 7. Un Vangelo della cavalleria - 8. La Trilogia di Robert de Boron - 9. Pilato e il Graal - 10. La mistica travatura della Queste del Saint Graal - 11. L’esoterismo della messa nei romanzi medioevali del Graal - 12. La fenice e il Graal - Parte terza. Il ritorno del Graal - 13. Il Parsifal di Wagner - 14. I Suoni del Gral di Arturo Onofri - 15. Il mito del Graal pirenaico - 16. L’esoterismo del Graal: René Guénon e Julius Evola - 17. Il Graal nel teatro francese del Novecento - 18. Parodie romanzesche: Italo Calvino e Umberto Eco – Bibliografia - Avvertenza
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