L'aeroplano del Papa |
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Filippo Tommaso Marinetti L’aeroplano del Papa Liberilibri, pagg.XV-220, Euro 15,00
Il testo è stato composto forse interamente nel 1911 durante la Guerra Italo-Turca: Marinetti si trovava sul fronte libico come corrispondente del quotidiano l'Intransigeant. Il romanzo in versi (già di per sé una soluzione sperimentale, anche se non avrà molto seguito nella letteratura futurista) riprende diversi temi di Mafarka il futurista: l'aeroplano (descritto in modo più mitologico che scientifico), il disprezzo per la donna, etc.. Ma se il Mafarka era ambientato in un'Africa mitica, l'Aeroplano fa chiaramente riferimento all'attualità politica di quegli anni, anticipando addirittura alcuni temi che diventeranno d'attualità negli anni successivi. Si tratta di un romanzo-pamphlet, in cui Marinetti non si limita a dipingere sé stesso e i suoi dissidi interiori, ma vuole fondare un'ideologia e descrivere una prassi politica. Sul piano della forma, l'Aeroplano non si discosta troppo dalle precedenti raccolte poetiche di Marinetti: la Violenza, che a partire dal Manifesto del futurismo del 1909 è diventata la sua musa ispiratrice, è ancora glorificata in uno stile concettoso e liberty. E forse è anche per questo motivo (oltre che per le ovvie accuse di blasfemia) che Marinetti non ripubblicherà più questa opera, la quale rimane a tutt'oggi una delle sue meno conosciute.
DAL TESTO – «... quando l'aereo marinettiano scende in picchiata sulle “vaste paludi del Vaticano” a catturare sapete chi? Un personaggio simbolicamente imponente allora e oggi, il Papa. Un personaggio che Marinetti descrive così: “O Papa, carceriere della terra, / o sorcio mostruoso delle fogne del cuore, / vecchio scarafaggio nutrito d'immondizie, / pistillo osceno nella corolla d'una veste talare, / battaglio di campana funerea! / Tu respiri a stento, / congestionato per aver mangiato tutto il divino del mondo, / tutto l'allettevole azzurro delle anime!” «Lèggi e non credi a quello che stai leggendo. Il fatto è che lo avevamo dimenticato a quali vette poteva ascendere, tra Ottocento e prima metà del Novecento, l'anticlericalismo (e così ovviamente il suo opposto e gemello, il clericalismo). Lo avevamo dimenticato oggi ...» (Dall'Introduzione di Giampiero Mughini)
L’AUTORE – Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto, 1876 – Bellagio, 1944) compie i suoi studi superiori a Parigi, Pavia e Genova. Poeta, drammaturgo, narratore audace e rivoluzionario, fonda nel 1909 il Movimento Futurista. Fu tra i primi fautori dell’intervento in guerra dell’Italia contro gli Imperi Centrali. Partecipa come volontario alla Grande Guerra, è ferito più volte e decorato. Alle elezioni politiche del 1919 è fra i più feroci avversari dei socialisti e secondo nella lista fascista dopo Benito Mussolini. Accademico d’Italia dal 1929. Tra i suoi numerosi scritti, sempre innovativi e provocatorî, si ricordano: Tuons le Clair de Lune (1909); Mafarka le Futuriste (1909); Zang Tumb Tumb (1914); L’alcova d’acciaio (1921); Prigionieri (1927); Novelle con le labbra tinte (1930); Il fascino dell’Egitto (1933); Patriottismo insetticida (1939).
INDICE DELL’OPERA – Introduzione, di Giampiero Mughini – Volando sulla Sicilia, nuovo cuore d’Italia – I consigli del Vulcano – Nei dominii di mio padre, il Vulcano – Le batterie dei Soli – La pésca della Gran Foca Verniciata – I Mosconi politici – I sindacati pacifisti – Volando con la luna – L’esecrabile sonno – I collari del Tempo e dello Spazio – La battaglia di Monfalcone o la Tomba dei Papi |