Tecniche dello Yoga |
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Mircea Eliade Tecniche dello Yoga Bollati Boringhieri, pagg.208, Euro 15,50
DAL TESTO – “Lo Yoga classico comincia là dove il Sāmkhya finisce. Patañjali s’impadronisce di quasi tutta la dialettica del Sāmkhya, ma non reputa che la conoscenza metafisica possa di per sé condurre l’uomo alla liberazione suprema. La gnosi prepara il terreno alla conquista della libertà (Mukti), ma l’affrancamento lo si deve, per cosi dire, conquistare di forza, facendo uso in particolar modo di una tecnica ascetica e di un metodo di contemplazione, che sono poi lo Yogadarçana. Scopo dello Yoga, e scopo del Sāmkhya, è di sopprimere la coscienza normale a vantaggio di una coscienza qualitativamente diversa che sia in grado di comprendere esaurientemente la verità metapsichica. Orbene, la soppressione della coscienza normale non è per lo Yoga, tanto facile a ottenersi. Oltre alla gnosi, il darçana, essa implica altresì una “pratica” (Abyāsa), un’ “ascesi” (tapas): in poche parole, una tecnica fisiologica nei cui confronti la tecnica strettamente psicologica è sussidiaria. Patañjali così definisce lo Yoga: “La soppressione degli stati di coscienza” (Yogah cittavrttinirodhah, Yoga-Sūtra, I, 2). La tecnica yogica presuppone, per conseguenza, la conoscenza sperimentale di tutti gli “stati” che “agitano” una “coscienza” normale, profonda, non illuminata”.
L’AUTORE – Mircea Eliade (Bucarest 1907 - Chicago 1986) fu uno dei massimi storici delle religioni del Novecento, professore a Parigi e a Chicago. Eliade fu fenomenologo delle religioni, studioso ed espertissimo di yoga e di sciamanesimo, filosofo e saggista. Per i contatti giovanili con l'estrema destra rumena è stato tenuto lungamente al bando e screditato, tra gli intellettuali italiani e, per converso, assai caro e citato dalla destra nostrana. Entrambe le posizioni costituiscono un pre-giudizio che nulla ha a che vedere con il valore dello studioso e del letterato, proposto 10 volte (sia pure senza esito) per il premio Nobel della letteratura. Al centro del pensiero di Eliade c'è il concetto di mito come ierofania (apparizione / rivelazione del sacro). Il mito è un atto di creazione dello spirito indipendente dalla storia, ma che anzi fonda esso stesso la storia, e che nel corso della storia si ripete e ritorna ciclicamente. La storia delle religioni è quindi storia delle ierofanie che si ripetono nel tempo dell'uomo, riproponendovi l'alternanza sacro / profano (sia nel tempo - con le feste - che nello spazio - con i "centri del mondo") e riattualizzando per questa via i miti primordiali.
INDICE DELL’OPERA – Presentazione, di Mario Piantelli – Prefazione dell’autore – Trascrizione – 1. Le dottrine – 2. Le tecniche – 3. Yoga e induismo – 4. La tecnica dello Yoga nel buddhismo e nel tantrismo – 5. Conclusioni – Note -Vocabolarietto dei termini tecnici |